Comitato “Donne che guardano al futuro”

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16/04/2013 di donnecheguardanoalfuturo

Il comitato “Donne che guardano al futuro” appoggia tutte le candidate attuali e future, appartenenti al comitato stesso alle prossime elezioni regionali ed amministrative, di qualsiasi lista, che si impegnano a portare avanti gli obiettivi del comitato stesso.
Seguono gli obiettivi come da atto costitutivo:
• avviare una collaborazione attiva e costruttiva fra donne di diverse professioni e orientamento politico;
condividere, scambiare e valorizzare conoscenze, esperienze e competenze professionali femminili;
• costituire una rete che colleghi Associazioni, Istituzioni, Comitati che propongono iniziative per l’accesso delle donne nei luoghi decisionali, per giungere alla rappresentanza del 50% di donne in tutte le istituzioni e consessi;
• sostenere e valorizzare le potenzialità e talenti femminili, al fine di poter attingere a quel bagaglio di competenze e contribuire così ad un miglioramento dell’intera società;
• vigilare sull’applicazione delle leggi vigenti riguardo alla rappresentanza di genere negli organi societari di società private, pubbliche, istituzioni ed enti;
supportare le Associazioni che tutelano le donne che subiscono ingiustizie, violenze e discriminazioni.

Paola Schiratti e Consuelo Modesti per il Consiglio Regionale

Chiara Gallo per il Consiglio comunale di Udine

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2 thoughts on “Comitato “Donne che guardano al futuro”

  1. Giuseppe listuzzi ha detto:

    Oggi ho letto la sua lettera sul MV sulla rappresentanza delle donne negli organi amministrativi, non può essere una norma a stabilire la formazione di consigli o giunte ma le elezioni.
    Se le donne si candidano alle elezioni e si votano, siete in maggioranza, i posti negli organi amministrativi certamente li ottengono, perché si deve correggere e cambiare la volontà espressa dal elettore con una legge?
    Io sono una vittima di quest assurdità, ho dovuto lasciare il posto nel cda della ZIU ad una brava professionista ma che non ha la conoscenza approfondita del territorio e delle problematiche della zona industriale come la mia che deriva da anni di servizio comunale come consigliere e assessore.
    Avrà tutto il tempo per conoscere la Ziu mi dirà ma la mia esperienza viene messa in soffitta.
    A presto

    • Mi dispiace per lei personalmente ma in tutto il mondo civilizzato si è passati attraverso il riconoscimento delle quote per superare alcuni stereotipi culturali. Nemmeno a noi piacerebbe essere nominate per “diritto di quota” ma provi ad immaginare, se ci riesce, quante volte siamo state umiliate nelle nostre competenze solo perchè appartenenti al genere femminile, quante volte ci son passati davanti degli uomini per meriti sconosciuti, quante volte abbiamo dovuto rinunciare a priori perchè la cultura ci ha imposto comportamenti che non si accordano col fare politica in questo paese maschilista. Noi o le nostre figlie, le assicuro, potranno avere un futuro professionale e politico molto diverso.

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